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2 Comments

  1. Maurizio Garlando Reply

    MAGIA AL FABRIQUE
    Milano, 07-02-2016.
    Serate come questa hanno il potere di riempire il cuore e di aprire la mente. Dire Straits Legacy, ovvero un progetto nato da un’idea sviluppata da Phil Palmer, chitarrista storico della band. I concerti tenuti nelle principali città italiane hanno dato forza e consapevolezza al ritorno sulle scene del gruppo e nel 2016 un tour mondiale vedrà per la prima volta insieme su un palco Phil Palmer, Alan Clark, Mel Collins, Danny Cummings, Steve Ferrone, Marco Caviglia e Primiano DiBiase. L’Italia ha avuto l’onore di ospitare i primi due concerti che si sono tenuti a Roma ed a Milano. E proprio al Fabrique è andata in scena una serata a dir poco indimenticabile. Quelli che hanno calcato il palco non sono semplici musicisti, perchè appartengono di diritto alla storia della musica internazionale. Il fatto che, dopo molti anni si siano riuniti, regala al pubblico una sensazione che si percepisce fin dalle prime note (Walk of Life). Questi “signori” suonano con un piacere, con una intensità e con un amore per la musica, che hanno pochi eguali. Non lo fanno certo per arrotondare il conto in banca. Quando si dice la “differenza” tra un suonatore ed un musicista. Insieme, con la loro bravura e la loro forza d’urto, hanno pochi eguali al mondo. Del resto, personaggi del calibro di Phil Palmer e di Alan Clark, non hanno bisogno presentazioni. Dai loro occhi traspare piacere, godimento ed a trarne beneficio è il pubblico. Uno per uno i successi dei Dire Straits vengono snocciolati in due ore e mezzo di concerto senza pause. Si assiste ad una esibizione tecnicamente perfetta, coinvolgente dalla prima all’ultima nota. “Sultans of Swing”, “Money for Nothing”, ” Tunnel of Love”, “Brothers in Arms” e anche brani più di “nicchia” come “When it cames to You”, “You and Your Friend”, “On Every Street”, dal primo disco “Wild West End” e tanti altri successi. “Private Investigation” e “Telegraph Road” sono da fini intenditori. Una “battaglia” tra le chitarre di Palmer e Caviglia che difficilmente si potrà scordare. Il momento più intenso è senza ombra di dubbio quello legato all’evergreen “Romeo and Juliet”. E qui permettemi di aprire una piccola parentesi. In quei 6-7 minuti c’è stata l’essenza del concerto. Non esisteva più nulla. Non c’erano più i problemi della vita quotidiana. Rapito da quelle note, ho chiuso gli occhi ed aperto la mente. Il pensiero non ha impiegato molto a trovare una precisa destinazione. Un club, un concerto, un pubblico composto da persone appartenenti a diverse estrazioni sociali ed a differenti generazioni. Tutti lì, davanti ad un palco. A godere di un momento, di una serata attesa da tempo con trepidazione. Bello, bellissimo… Le analogie con i fratelli di Parigi sono tante ed un brivido corre lungo la spina dorsale. Il pensiero è tutto per loro. Per quelle persone meno fortunate, uscite di casa come noi, ma che non hanno potuto fare rientro. Destino? Fato? Solo fortuna. Perchè nessuno in questo mondo vanta diritti superiori ad un altro. E’ stata una serata indimenticabile. Grazie a tutti coloro che l’hanno resa possibile.

    1. we4legacy Reply

      Dear Maurizio,
      thank you very much for your nice words, we’re honored to have fans like you … see you soon 🙂

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